Il Maniscalco

Ormai la verità la conosciamo
i maniscalchi in città sono scomparsi
forse in qualche paesino fuori mano
li trovi ancora, ed è bene a sapersi.
Nella fucina i ferri mette a roventare
poi con le pinze lunghe, tenendoli ben stretti
sull’incudine col martello inizia a lavorare
finché con la giusta curvatura siano perfetti.
Luciano il maniscalco è un tipo forte
e con le bestie ci sa proprio fare
anche se di paura sono mezze morte
dalle sue mani ruvide si fanno carezzare.
Lui le tranquillizza e poi la zampa blocca,
fra le sue gambe la tiene stretta stretta
con le tenaglie il ferro vecchio scavicchia
e i chiodi logori uno ad uno tira via in fretta.
Il nuovo ferro dev’essere a giusta misura
per ogni zoccolo, come fosse una calzatura
con il martello i chiodi vengono fissati
e i ferri con la raspa, tutt’intorno rifilati.
Lo stalliere è contento del lavoro
e saluta il maniscalco togliendosi il cappello
ma più di tutti quanti in mezzo a loro
è certamente il povero cavallo.