Sull’Intelligenza Artificiale

Il processo tecnologico prevede l’automazione di alcuni processi industriali e di conseguenza la parziale esenzione dell’intervento umano.

In qualche modo quella che oggi viene definita intelligenza artificiale (AI) ha visto i suoi albori già con l’avvento dei computer.

Infatti molte funzioni computerizzate sono state possibili attraverso processori matematici che sfruttavano, e tuttora sfruttano, formule basate sugli algoritmi. Basti pensare ai motori di ricerca che in pochissimi secondi danno risposte alle domande poste, andando a speculare in miliardi e miliardi di informazioni sparse in rete.

Se questo è il risultato di un processo evolutivo della tecnica computistica bisogna riconoscere che i vantaggi che se ne traggono sono sicuramente eccezionali, viste le molteplici applicazioni che se ne possono fare. Basti pensare che già da molti anni, forse qualche decennio, si è cominciato a sperimentare operazioni chirurgiche robotizzate eseguite con comando remoto. Più diffusamente si è visto l’impiego dei robot nelle industrie automobilistiche che hanno sempre più sostituito la presenza dell’uomo.

Si potrebbero riportare moltissimi altri esempi nei quali la robotizzazione o l’introduzione di AI ha via via sostituito le funzioni umane, ma la lista sarebbe molto lunga e comunque facilmente riscontrabile in quelle che sono diventate ormai consuetudini ordinarie, che abbiamo sotto il nostro sguardo quotidianamente.

Negli ultimi tempi si sta tentando di estendere questo processo di sostituzione delle funzioni dell’uomo con l’introduzione dell’AI in campi inimmaginabili. È ormai acclarato che ci sono moltissime iniziative nella progettazione e realizzazione di figure robotiche con sembianze umanoidi finalizzate alla sostituzione dell’uomo.

Al momento questo processo tecnologico sembra avere suscitato molto interesse e se ne riscontra un consistente apprezzamento. Infatti, oltre a quelle applicazioni che rientrano in un campo prettamente industriale, si sta mettendo a disposizione del singolo utente, che già usufruisce dei vantaggi del computer, alcune applicazioni atte a svolgere attività creative. La stesura di testi, la composizione di brani musicali, la creazione di filmati realistici, la realizzazione di oggetti con stampa 3D anche da remoto.

Insomma anche qui gli esempi da elencare sarebbero tantissimi e ancor più se ne aggiungeranno con il tempo.

Come in tutte le cose però, anche in questo campo ci sono risvolti meno esaltanti se non addirittura inquietanti.

Sotto un profilo sociologico basti pensare al numero di posti di lavoro che già da alcuni anni ha visto una notevole riduzione.

Perfino le abitudini quotidiane dovranno essere riviste e ci si dovrà adattare a confrontarsi con piccoli robot che, in sostituzione dei tradizionali camerieri, girano per i tavoli dei ristoranti e dei fast food per prendere ordinazioni e servire le comande.

C’è da aspettarsi che molti altri aspetti del vivere quotidiano dovranno adattarsi a questi cambiamenti il cui aspetto inquietante è che ci si dovrà relazionare con delle macchine anziché con degli esseri umani.

Quindi dimentichiamoci le battute scherzose, gli sguardi e i sorrisi, le lamentele se il servizio è scadente, o domande su come vanno i bambini a scuola perché i robot non ne hanno. Né si potrà avere il piacere di un cameriere/a che si conosce o che è figlio/a di qualche amico o parente, che casualmente capita di incontrare nel ristorante preferito.

Insomma si andrà perdendo quella sfera di rapporti umani, già fortemente compromessa dai social che ci obbligano ad amicizie semi virtuali.

Dovremo dire addio ai sentimenti che nascono da un connubio mente-cuore, due elementi tipici della razza umana, di cui i robot sono privi inquanto sostituiti da chip elettronici. Non avremo più il piacere di vedere una persona ridere né provare un po’ di dispiacere nel vederla piangere. I robot non provano sentimenti e quindi non ridono e nemmeno piangono. E se anche riuscissero a stringere un abbraccio non avrebbe lo tesso calore né darebbe le stesse emozioni dell’abbraccio di una persona umana.

Vedremo sempre più assottigliarsi fino a sparire emozioni e sentimenti perché ai robot non interessano e perderemo quelle peculiarità tipicamente umane come l’istinto, il sesto senso e la fantasia che tanta parte hanno avuto nello sviluppo del pensiero umano grazie a filosofi, scienziati, inventori, poeti, artisti.

18/22-03-2025

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