I SALICI
I salici erano lì, morbidi, fluenti
tra le verdi sponde del ruscello
con le fronde stanche ricadenti
nelle acque chiare, trasparenti.
Quiete d’intorno e i salici immobili
mentre la brezza lievemente soffia
fra quelle fronde morbide, piangenti
come le fluide tue chiome sulle spalle
tu qui distesa accanto a me, sull’erba
baciata dal sole, baciata dalla brezza
baciata dalle mie labbra frettolose,
incredule di tanta estatica dolcezza.Era calmo d’intorno, pace vera
quiete che sembra come in paradiso;
il rumore soffuso delle acque
scrosciare via lontano, lentamente
quiete che scende dentro il cuore, nella mente
che vorresti per sempre riposare
lì fra le verdi sponde, in mezzo all’erba
fra le siepi di bosso e biancospino
con la testa poggiata sul tuo seno,
con i pensieri che volano lontano,
con i sogni che ti prendono per mano
e ti portano in paesi sconosciuti
ti ridono, ti sembra di volare, viaggiare
su strade mai battute, su sentieri,
su navi, sugli oceani, nei mari del sud,
in mezzo ai ghiacci, viaggiare senza meta,
senza sosta, sostare sul tuo cuore,
con la mente che lo sente pulsare,
sentire i tuoi battiti che ritmati
hanno la stessa musica del ruscello
scrosciare lentamente nel cervello
e sento il mio cuore battere col tuo
ti sento dentro me che mi accompagni
in questo lungo viaggio in mezzo al verde
e i salici erano lì silenti, che guardavano
proteggendoci chissà da quali eventi
da quali possibili funesti accadimenti
di cui noi eravamo candidi incoscienti.16-05-2002